LEO

diari di Maria

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Nelle pagine di questo libro scorrono le parole dei diari di Maria Di Gregorio. Accanto a Leo Amici, in ogni angolo del mondo, Maria ha soccorso, consolato, sostenuto migliaia di persone. 

Cosa ha spinto, negli anni ‘70, una signora di Civitavecchia a seguire la figura di un maestro di cui inizialmente si scandalizza al solo sentirlo così nominare?
Cosa l’ha spinta a lasciare il suo lavoro di magliaia di fama per dedicarsi, anima e corpo, alla “missione” di Leo? 

È una storia vera, ricca d’amore e di passione, di slanci e di obblighi di fermata, di dolori e sofferenze; il tutto ricoperto, risolto e “inabissato” dalla dedizione d’amore e di maturità spirituale che si respirano tra le parole di questa grande donna. 

SINOSSI

È il terzo volume della collana Leo. 

Nelle pagine di questo libro scorrono le parole dei diari di Maria Di Gregorio, le sue spinte, le delusioni, le lotte, la sua vittoria. Negli anni ’70 conosce a Civitavecchia Leo Amici che diventa un punto fermo da cui ripartire ogni volta per la propria ricerca spirituale, intensa e profonda, che la porterà dritta dritta a considerare l’esistenza di Dio. Ne farà un mandato all’interno dell’opera di Leo. 

Dall’Italia all’Australia, in ogni angolo del mondo, lei soccorre, consola, sostiene; lui, conforta nell’animo e nel fisico. La personalità di Maria sa osservare, analizzare, scrutare fino a decifrare e porgere il messaggio e la missione di Leo, per lei al tempo stesso padre, guida e maestro. 

Nell’intesa con lui, appaga il suo bisogno di infinito e umanità condividendolo con gli altri. 

Anche dopo la sua scomparsa, Maria, insieme a Carlo Tedeschi, ne porta a compimento il progetto del Piccolo paese fuori dal mondo, oggi una realtà, sostenendo i numerosi giovani che in lui avevano trovato il movente della loro vita, come la campionessa mondiale di immersione in apnea Angela Bandini. 

TRAMA

Le pagine di questo libro riportano i diari di Maria, le sue spinte, le sue delusioni, le sue lotte, la sua vittoria.
Ci portano per mano nella sua maturazione e crescita morale e spirituale passo dopo passo, meta dopo meta da quando, contadinella, si era trasferita a Roma da Corazzano di Castelli (Teramo) dove era nata e conosce Leo Amici. 

Il fine di quest’uomo di cui aveva dubitato diviene motivo di vita, un punto fermo da cui ogni volta ripartire per la propria ricerca spirituale: intensa, profonda, che la porterà dritta dritta a considerare l’esistenza di Dio, a farne uno scopo di vita, un proprio mandato all’interno della missione di Leo (anche lei lo chiamerà maestro) e a coinvolgere tutta la sua famiglia. 

Grandi cose farà quest’uomo nel mondo e lei, accanto a lui con il marito e i figli, sarà sostegno sia per il maestro che per le migliaia di persone che come volontarie, nel tempo, dopo essere state aiutate o addirittura salvate, costruiranno il piccolo paese del Lago di Monte Colombo: un Piccolo paese fuori dal mondo (così l’aveva denominato Leo) aperto ai giovani, alle famiglie in difficoltà, agli anziani, ai bambini bisognosi, al mondo. 

PREFAZIONE

 

Non potevo supporre che proprio Maria – l’autrice di queste pagine di diario – mentre scriveva di sé gli aspetti più intimi, già si rivolgeva direttamente a chi avrebbe letto le sue parole in futuro.

Avrei comunque pubblicato le pagine della sua vita, certo essere utili per chi ha praticato la storia di Leo Amici e non solo, anche per l’ultima generazione di giovani che, pur non avendolo conosciuto (è scomparso ormai dal 1986), usufruiscono di tutto ciò che la sua idea, il suo pensiero, il suo esempio hanno prodotto fino ad oggi.

Maria infatti è la messa in moto – per come lui l’aveva definita – di tutto ciò che ha ruotato intorno a lui, ma anche dopo di lui, fino ad oggi.

Non aveva studiato; a volte – ridendo – diceva che era arrivata fino alla sesta (l’anno dopo la quinta elementare) e che lì si era fermata. Ciononostante, quello che scrive è chiaro, immediato, frutto dello sforzo di chi cerca nuovi vocaboli e ne crea altri per comunicare. Maria ha “qualcosa da comunicare” scaturito dalla dedizione al prossimo cui si rivolge: vuole trasmettere la propria esperienza, ciò che lei tocca con mano, ciò che raggiunge con l’impegno e con il sacrificio; ha bisogno di riferire di Leo e descriverlo, di condividere le sue scoperte circa il personaggio, inizialmente sconosciuto e misterioso.

Crede in Dio e in Leo ne trova espressione, scoprendo così non solo il senso della vita in generale ma anche quello – personale – della sua vita; nella libera volontà, però, di scegliere. 

«Il primo verbo che rispetto è la libertà.» diceva infatti Leo… «Non mi devi credere…». 

Maria, che in un primo momento voleva contestarlo, scopre la grandezza di Leo attraverso constatazioni di fatto oggettive che lei rivolge a se stessa, facendole proprie, per indirizzarle poi nella logica dell’Oltre… dal momento che umanamente non trovano una loro collocazione. 

Così, quando Maria scrive grande non è solo un modo di dire in senso lato, intende invece proprio “grande” di misura e sostanza in senso stretto e, quando lo fa rivolta a qualcuno, non è sicuramente un mero aggettivo frutto di entusiasmo o affetto per la persona, no. È perché quell’anima cui Maria si riferisce è veramente grande. L’ha verificato osservando il suo agire, ricercando e usando la ragione che corrispondeva al cuore e toccandolo con mano attraverso tutto il suo essere, facendolo passare anche attraverso la sofferenza, se fosse stato necessario.

NOTA INTRODUTTIVA

2021! Quanta vita trascorsa…

A quante storie meravigliose ho assistito sin da piccolo, da quando la mia famiglia incontrò Leo Amici, a Civitavecchia (Rm) nel 1972.

Maria, mia madre, per prima aveva voluto capire, conoscere, verificare quell'operato di Leo rivolto al prossimo. Le sue guarigioni, la sua bontà, il suo prodigarsi per tutti… Il suo abbraccio, la mano tesa a dare senza distinzioni, l'amore con il quale aiutava le persone dando loro forza e gioia di vivere, accendevano in esse la fede. Maria, che tanto amava la figura di Gesù, era una persona speciale; tutti coloro che la conoscevano, rimanevano contagiati positivamente dai suoi modi sinceri, eleganti e, al tempo stesso, semplici. Con questa sua personalità si affiancò dunque all'opera di Leo. Sperimentò quel dire di Leo «devi prima ripulire dentro di te, poi intorno a te» e poi ancora «devi scartare tutti i punti negativi e valorizzare quelli positivi» facendolo proprio.

Ogni giorno della sua vita, ogni istante, lo dedicò interamente a servire il prossimo. Al casale, ai Padiglioni, in via V. Alfieri e poi ancora al Lago, in tutte le tappe, dal podere abbandonato al Piccolo paese fuori dal mondo (Lago di Monte Colombo). Ognuna di esse, per come le chiamava Leo, "Casa di Dio"!  Incontrò migliaia di persone bisognose; intraprese viaggi in Italia e all'estero. Ho ricevuto tutto da lei! Mi ha trasmesso la sua fede con l’esempio e con tutto l'amore con il quale mi ha educato, regalandomi nel cuore le sue qualità.Tra un viaggio e l'altro, un incontro e l'altro, Maria scriveva nel suo diario le storie vere vissute in quell'opera con Leo. Non so quando scrivesse queste pagine, non ho mai visto mia madre prendere tempo alla sua giornata per dedicarlo al suo diario. Sono certo che, come tutto il suo agire, trovasse il momento giusto per tutte le cose, anche di notte se necessario, ma senza rinfacciarne il peso né esprimendo alcun lamento. Oggi possiamo leggere queste sue pagine grazie a Carlo Tedeschi.

Anch'egli ha iniziato la sua opera accanto a Leo Amici con una precisa direzione: «…per amare lui, voglio amare tutto ciò che egli ama – le sue persone, le sue cose, le sue storie». Bene! 

Carlo si è tuffato nelle storie di Leo accanto a Maria e da quel momento le ha sempre salvaguardate per custodire, in ognuna di esse, quei fatti preziosi in cui Dio ha elargito il suo tocco.

Grazie Carlo. 

Grazie Maria per averci svelato i tuoi dolci e sofferti momenti nei quali hai costruito e raggiunto le tue certezze, regalando a noi dolci chiavi di vita. 

Stefano Natale

INFO

LEO. diari di Maria.

a cura di Carlo Tedeschi.

Biografia / memorie personali - pp. 286

Anno di pubblicazione 2021

Edizioni Dare

ISBN| 9788894595116

Promosso da Fondazione Leo Amici