Trama

Carlo Tedeschi utilizza lo strumento e i ritmi del romanzo, sviluppando una serie di episodi. Leo, prima del 1985, non aveva mai intrapreso un viaggio se non per raggiungere chi lo chiamava e aveva bisogno di lui: questa volta è Maria a convincerlo.   Con Daniela e Federica raggiunge le vette del Gran Sasso, dove il complicarsi delle condizioni atmosferiche lo costringe a una discesa angosciante, con il corpo insidiato dal male. Altre volte rischia la vita e chi gli è più vicino continua ad avvertire presagio di tragedia: sorprende vedere “come” ne esce… per accogliere chi ancora lo cerca. Dai padiglioni di Civitavecchia, al casale celeste, alla prima dimora stabile, Leo incontra e soccorre una moltitudine di gente. Così nei suoi lunghi viaggi come nell’ultimo grande conflitto mondiale quando, viandante tra gli arruolati, salva vite umane, procura cibo – ne paga le conseguenze.  In età adulta matura l’esigenza di quello che batte nel suo cuore, stabilirsi in un luogo dove poter  condividere con molti la realizzazione di un suo sogno: un piccolo paese da dedicare alla  pace, all’amore e alla fratellanza corrispondente alla realizzazione de L’uomo vero: «colui che ha scartato tutto il falso dentro di sé». Ma tutto si complica quando, l’intero suo operato, travisato ed inquinato dalle chiacchiere,  è burlescamente deriso, beffeggiato dalle dicerie, insulto e provocazione. Ma senza nessuna reazione negativa da parte sua.
A Leo non era neanche mancato l’ardire di voler girare un film sul degrado della droga, con la prima Betacam della Sony giunta in Italia. Nell’ombra, infatti, aveva salvato tanti giovani dalla tossicodipendenza, attirandosi (anche questa volta) le inevitabili maldicenze. Con l’arresto alla dogana svizzera di Brogeda poi, per un libretto al portatore non denunciato, l’intreccio si fa avvincente. Arrestato proprio lui che aveva donato dei soldi a chi lo aveva appena derubato pensando che ne avesse ancora bisogno…

Ambientata nell’arco di 20 anni circa, la narrazione si sviluppa su due piani: l’uno quotidiano, quasi prosaico, vissuto tra gesti semplici, innocenti, restituito da uno stile dimesso, colloquiale; l’altro introspettivo, dalla sintassi articolata e complessa, volto a far emergere quanto si dipana all’interno della coscienza umana dove bene e male si contendono lo spazio dell’eterna lotta: chi tra  queste due forze vincerà? E se Dio in grande avesse già vinto, potrebbe l’uomo in piccolo con la sua libera volontà costruire il bene e la salvezza per se stesso e per altri? D’altra parte lungo due assi paralleli, in contrasto e complementari al tempo stesso, emerge la personalità del protagonista: ingenuo? spontaneo? meravigliato della vita? Chi è dunque Leo? il bambino che aveva abituato anche i suoi compaesani alle “stranezze” di risolvere qualunque situazione drammatica, difficile o banale della vita? l’adulto che al British College o nelle riunioni tenute in ogni dove, risponde a tutti i perché? e com’è possibile tutto ciò?